Felix Kubin
DE, Gagarin Rec, A-Musik, Dekorder, Meeuw, Oral a.o.

Sembra russo ma è tedesco, di Amburgo, anche se in realtà il legame con la Russia è molto forte. Sarà perché la sua etichetta si chiama “Gagarin Records”, sarà perché ha organizzato interventi politico-artistici per il partito Dada-comunista Ked, o perché ha composto inni socialisti per bambini. Insomma, la tentazione di scrivere a fianco al suo nome Russia è stata molto forte. Un “bolscevico dell'era spaziale”, così lo definisce la nota rivista inglese The Wire, uno che vive e lavora contro la forza di gravità. La sua musica è sfacciata e immediatamente accattivante, lo vedrete divincolarsi e danzare tra tastiere e microfoni, dando vita a una sorta di pop futuristico-dadaista, in cui l'elettronica viene utilizzata come uno strumento, più che come un fine e dove la sperimentazione si fonde con l’umorismo. “L'umorismo è essenziale, è comunicazione culturale non razionale e porta con sé molto del nostro background. L'umorismo è una forma poetica di filosofia”.

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